La partecipazione concreta dei cittadini alla vita di ogni comunità è il punto essenziale che, tutti i Paesi, devono perseguire per realizzare fattivamente il principio di democrazia a cui, con grande lungimiranza, ci ha richiamato la Settimana Sociale di Trieste. Il perseguimento di questa finalità però, presuppone che, le giovani generazioni, ad ogni latitudine, si facciano portatrici delle rispettive istanze e dei bisogni dei loro Comuni, prendendo parte alla vita amministrativa e politica dei territori senza alcuna esitazione. In merito a questo tema, nell’abito del progetto “Raccontare la partecipazione e la democrazia” realizzato in collaborazione tra Pastorale Sociale, CDAL e Caritas, abbiamo intervistato Mattia Dell’Oca, Consigliere Comunale under 35 ad Andalo Valtellino, con delega alla Protezione Civile e al Territorio.
L’intervista
Dell’Oca, in base alla sua esperienza personale, qual è l’essenza più profonda dell’essere un giovane amministratore locale?
“In base alla mia esperienza e ai miei principi, l’essenza più profonda, risiede proprio nella capacità di amministrare bene il territorio, attraverso una funzione pratica, guardando anche alla mia delega alla Protezione Civile e al Territorio. In altre parole, questo significa, avere la certezza che, il paese, sia sicuro e pulito. Ciò che sono oggi lo devo ad altre persone che mi hanno trasmesso questa passione, la quale non significa solo politica, ma anche attitudine pratica per svolgere al meglio il nostro prezioso compito di amministratori locali.”
In che modo, secondo lei, i giovani, possono essere coinvolti per contribuire all’accrescimento del bene comune all’interno dei piccoli comuni?
È fondamentale coinvolgere i giovani gradualmente nel mondo dell’associazionismo, come ad esempio nella Protezione Civile, per far sì che possano imparare a realizzare determinati compiti. In seguito, gli stessi, con le competenze acquisite, potranno dedicarsi alla cura del territorio e poi, appassionarsi all’azione amministrativa. Così facendo, una buona parte di loro, potrebbe continuare anche all’interno della vita politica del Comune.”
Guardiamo al futuro: che messaggio vorrebbe lanciare ai suoi coetanei che, in alcuni casi, si sentono lontani dalla politica?
“Ad oggi, a mio modo di vedere, c’è un numero troppo elevato di giovani che non ha ancora preso contatto con la politica quindi, è fondamentale che, in qualche modo, provino ad entrarvi. All’interno di questi apparati potranno creare dei solidi legami. Troveranno delle persone molto capaci e con tanta esperienza che insegneranno loro molto, contribuendo così alla creazione di un solido bagaglio culturale e umano. Ne va del futuro di tutti: i Comuni e la loro azione sono fondamentali e, di conseguenza, i giovani devono mettersi in campo per continuare, nel miglior modo possibile, l’azione politica tesa al bene comune.”
a cura di Christian Cabello
“Raccontare la partecipazione e la democrazia” è realizzato grazie alla collaborazione tra il Servizio alla pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato, la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (CDAL) e Caritas.